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Isola di Linosa
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mwdgLinosa (mwdwLinusa in mweasiciliano) è un'mweqisola dell'mwegItalia appartenente all'mwewarcipelago delle mwfaisole Pelagie, in mwfqSicilia.

Ha una superficie di 5,43mwfw km² e dista 42mwga km a NE da mwgqLampedusa, assieme alla quale costituisce il comune di mwggLampedusa e Linosa che conta mwgw6 341 abitanticite-ref-1[1] nel mwialibero consorzio comunale di Agrigento.

L'isola è citata dal greco mwigStrabone e poi da mwiwPlinio il Vecchio nella mwjaNaturalis Historia come mwjqAethusa (Αἰθοῦσσα) e mwjgAlgusa (Ἀλγοῦσσα) in mwjwgreco. Il nome mwkaLenusa appare nel mwkqXVI secolo ad opera del mwkgdomenicano mwkwTommaso Fazello. Il nome mwlaLinosa invece nasce nel mwlq1845 usato dal cavaliere Bernardo Maria Sanvinsente.

Contents

Storia
Flora
Fauna
Note

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Geografia

Linosa ha un'estensione di 5,43 km² ed è situata al centro del mwnqmar Mediterraneo a 160mwng km a sud della mwnwSicilia e 160mwoa km a est della mwoqTunisia.

Ha una forma pressoché circolare con uno sviluppo costiero di 11mwow km. A differenza di mwpaLampedusa e mwpqLampione, che fanno parte della mwpgplacca continentale africana e derivano da una frattura del continente stesso, Linosa non solo non è parte di tale mwpwplacca tettonica ma è anche di origine vulcanica e il suo edificio si erge a partire da millecinquecento metri di profondità: infatti, al contrario di Lampedusa e Lampione, i fondali di Linosa sprofondano rapidamente.

Geologia

Le sue origini sono relativamente recenti: secondo studi geologici Linosa dovette emergere durante il mwraQuaternario antico e deve la sua origine alle eruzioni avvenute lungo la linea di frattura che corre tra la costa ovest della mwrqSicilia e il litorale di mwrgTunisi.

La sua attività eruttiva risale al mwsaPleistocene, ipotesi avvalorata dall'età dei fossili presenti nei tufi stratificati della parte est del monte di Ponente.

Il medesimo asse vulcanico ha dato origine, grazie a un vulcanismo fondamentalmente alcalino, all'mwsgisola di Pantelleria, la cui porzione emersa rappresenta la culminazione di strutture sottostanti molto più imponenti.

Nella storia vulcanica dell'isola è possibile riconoscere quattro fasi di attività e tre paleosuoli testimoniati da fossili di radici, stipiti e foglie di palme nane.

I mwtqcrateri mwtgvulcanici sono tuttora ben evidenti: al centro dell'isola, basso e ampio (600 metri di diametro), si estende il cratere principale, la mwtwFossa del Cappellano, fittamente coltivato. A coronarlo altri tre coni: monte Vulcano (195mwua m), monte Rosso (186mwuq m), monte Nero (107mwug m), ed un piccolo mwuwCraterino di 50mwva m alle pendici di quest'ultimo.

Storia

Nell'antichità essa fu rifugio per coloro che solcavano il mwwwmwxaMare nostrum: è certo che i mwxqRomani la utilizzarono durante le mwxgguerre puniche come base, e le loro vestigia rimangono nelle 150 cisterne costruite per raccogliere l'acqua piovana; inoltre, i fondali del mare circostante sono pieni del contenuto di navi dell'epoca, che nel corso dei secoli vi hanno fatto naufragio. Alle dominazioni cartaginese e romana, susseguirono quella arabo-saracena, quella normanna e quindi quella angioina e poi aragonese. Dopo quest'ultimo periodo storico, l'isola rimase disabitata e servì come porto di fortuna della pirateria mediterranea.

Nel mwya1555 una parte della flotta di mwyqCarlo V di ritorno dalla vittoria di Tunisia contro i turchi, fu sorpresa da una forte tempesta e alcune navi naufragarono sugli scogli di Linosa.

In quegli anni l'isola apparteneva alla casata Nardoni concessa loro dal Re di Spagna.

Successivamente nel mwza1630 venne concesso alla famiglia dei mwzqTomasi il titolo di principi di Lampedusa e dunque il dominio su Linosa. Nel 1776 uno dei principi Tomasi consigliò al re di Napoli di vendere le isole agli inglesi, che si mostravano molto interessati al loro valore strategico, ma il re non lo concesse e le comprò lui stesso dal principe.

Nel mwzw1843 mwaaFerdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, diede incarico al cavaliere Bernardo Maria Sanvinsente, capitano di fregata, di colonizzare le isole. Ciò avvenne il 22 settembre 1843 a Lampedusa. Per Linosa si attenderà il 25 aprile 1845, quando un primo nucleo di trenta persone, composto da alcune famiglie di abili artigiani provenienti da mwaqUstica, mwagAgrigento e Pantelleria (tra cui un deputato sindaco, un prete e un medico), sbarcarono sull'isola. I coloni erano stati reclutati con bando pubblico e avrebbero beneficiato di una paga di tre mwawtarì al giorno e dell'uso gratuito di 80 mwbasalme di terra linosana (140 ettari circa).

Poche furono le attenzioni dedicate all'isola dal successivo mwbgRegno d'Italia e solo con gli inizi degli anni sessanta del mwbwXX secolo Linosa cominciò a cambiare volto: arrivarono le prime innovazioni tecniche accompagnate da uno sviluppo turistico. La SIP installò nel mwca1963 la prima centrale telefonica, nel mwcq1967 entrò in funzione una centrale elettrica gestita dalla SELIS, nel mwcg1968 venne inaugurato il nuovo edificio dell'asilo infantile, dedicato a Pietro Taviani, nonché quello della scuola elementare e media. Nel mwcw1983 la costruzione del dissalatore assicurò un continuo rifornimento di acqua potabile. Nel mwda1976 approdò sull'isola anche la mwdqRAI, che installò un ripetitore per il primo e il secondo canale; quattro anni dopo arrivarono anche le reti mwdgMediaset. In seguito vennero costruiti i moli di attracco a Scalo Vecchio, Pozzolana di Ponente e Mannarazza. Solo nel mwdw1985 la nave traghetto Paolo Veronese poté attraccare alla banchina di Scalo Vecchio.

L'isola ha acquisito negli anni una vivibilità più che decorosa, nonostante molti servizi siano ancora da migliorare.

Ambiente

Linosa fa parte della mwewriserva naturale Isola di Linosa e Lampione, gestita dal Dipartimento dello Sviluppo rurale (che ha assorbito l'Azienda foreste) della mwfaRegione Siciliana, e insieme ai tratti costieri di mwfqLampedusa e mwfgLampione, dell'mwfwArea marina protetta Isole Pelagie, istituita nel mwga2002.

Flora

L'isola di Linosa mostra una flora piuttosto differenziata rispetto alle altre isole del Canale di Sicilia.

Oltre alle specie tipiche della mwigmacchia mediterranea (mwiwmwjaPistacia lentiscus, mwjqmwjgEuphorbia dendroides, mwjwmwkaCapparis spinosa, mwkqmwkgThymus capitatus), Linosa può vantare numerosi mwkwendemismi esclusivi dell'isola quali mwlamwlqValantia calva, mwlgmwlwLimonium algusae, mwmaErodium neuradiflorum var. mwmglinosae, mwmwValantia muralis var. mwnqintricata, mwngGalium murale var. mwoacalvescens cui si aggiungono endemismi condivisi con altre isole vicine quali mwoqLinaria pseudolaxiflora (presente, oltreché Linosa, anche a mwowMalta), mwpaOglifa lojaconoi (presente anche a mwpgPantelleria), e la mwpwmwqaPlantago afra ssp. mwqqzwierleinii (reperibile a Linosa, Pantelleria, Lampedusa e Malta).

Fauna

La fauna linosana è molto variegata e esistono alcune specie che si possono trovare solo in questo luogo. La spiaggia della Pozzolana di Linosa è stato, fino alla recente espansione sull'intero sviluppo costiero nazionale, uno degli ultimi siti italiani di nidificazione della tartaruga mwsgmwswCaretta caretta, nonché mwtaSito di Importanza Comunitaria (SIC) per l'mwtqUE. L'isola ospita la più grande colonia di berta maggiore (mwtgmwtwCalonectris diomedea) d'Europa e la più grande in Italia, con 10.000 coppie nidificanti stimatecite-ref-2[2]. La berta maggiore è un uccello procellariforme che vive gran parte dell'anno in mare aperto e usa la terraferma solo nel periodo di riproduzione. Tra i rettili presenti sull'isola meritano una menzione l'endemica lucertola linosana mwvamwvqPodarcis filfolensis laurentimulleri e una particolare sottospecie di mwvgscinco, il mwvwmwwaChalcides ocellatus linosae. Per la sua posizione isolata ma centrale nel Mar Mediterraneo e tra l'Europa e l'Africa, l'isola costituisce punto di riposo per numerose specie migratrici di uccelli che seguono la rotta lungo la penisola italica, oltre ad ospitare occasionalmente specie africane di diversi gruppi animali, come uccelli e libellule.

Economia

L'economia linosana è basata su agricoltura, pesca e turismo.

L'mwxqagricoltura, grazie al fertile terreno di natura lavica, è stata praticata sin dai tempi dei primi coloni. È praticata la coltivazione dei mwxgcapperi e delle tipiche mwxwlenticchie (molto piccole rispetto alle continentali), della mwyavite e di altri legumi. Molto ampia è la produzione di fichi (mwyqmwygFicus carica) e ficodindia (mwywmwzaOpuntia ficus-indica). Tuttavia quasi ogni produzione agricola è destinata esclusivamente al consumo interno.

L'mwzgallevamento di bovini sia da carne che da latte è stato a lungo praticato; inoltre venivano allevati conigli, galline, capre e asinelli dediti al trasporto umano e edile. L'allevamento durò fino alla fine degli anni ottanta quando le norme CEE impedirono agli allevatori di continuare tale mestiere a causa di un mattatoio non idoneo.

La mw0apesca è stata sempre limitata a causa della mancanza di un porto adeguato ad imbarcazioni sempre più sofisticate. Il turismo, sostenuto da una natura in gran parte incontaminata, è, di conseguenza, la maggiore fonte di entrate per i residenti. L'accoglienza è limitata da un numero molto ristretto di strutture alberghiere, ma esistono appartamenti o bungalows da affittare. Nella stagione turistica aprono anche alcuni bar, ristoranti e pizzerie. L'isola è un polo di attrazione per gli appassionati di immersioni subacquee, che possono contare su tre diving club. Alcune associazioni ambientaliste promuovono ogni anno campi-natura e il centro recupero tartarughe marine cura il monitoraggio dell'ovideposizione delle tartarughe marine a Cala Pozzolana di Ponente.cite-ref-3[3] Inoltre, data la posizione strategica per gli uccelli nidificanti in tutto il nord Europa e svernanti in Africa, l'isola ospita un cospicuo numero di persone appassionate al birwatching durante sia la migrazione pre riproduttiva, in Primavera, e post riproduttiva, in Autunno cite-ref-4[4].

Ulteriori risorse economiche sono rappresentate da una limitata rete di piccoli esercizi commerciali ed artigianali, nonché dalla pubblica amministrazione (amministrazione delegazione comunale, centrale elettrica, dissalatore).

Trasporti

Attualmente Linosa dispone di tre moli di attracco per le navi, realizzati per far sì che almeno uno sia sempre agibile in caso di forte vento. L'isola è collegata giornalmente a mw3aLampedusa e mw3qPorto Empedocle da due navi mw3gtraghetto e da aliscafi. Tuttavia le condizioni climatiche influenzano i collegamenti, che durante la stagione invernale sono spesso irregolari.

In caso di necessità l'isola dispone di un eliporto.

L'mw4qaeroporto di Lampedusa è sicuramente l'infrastruttura più importante per il turismo e la mobilità dei linosani, e dei turisti.

Istruzione

Sull'isola sono presenti la scuola dell'infanzia, quella primaria e quella secondaria di primo grado.

Amministrazione

Linosa fa parte del comune di mw5gLampedusa e Linosa. Il sindaco e il resto dell'amministrazione risiedono sull'isola di Lampedusa. A Linosa l'amministrazione comunale è rappresentata da un delegato sindaco.

Sull'isola è inoltre presente una stazione dei mw6aCarabinieri, dipendente dal Comando Compagnia di Agrigento.

Note

cite-note-11. mw7wmw8amw8qDato Istat al 31/12/2019, su mw8gdemo.istat.it. mw8wURL consultato il 28 marzo 2021 mw9a(archiviato dall'mw9qurl originale il 9 aprile 2019).
cite-note-22. mw-qMassa, B., & Valvo, M. L., mw-gBiometrical and biological considerations on the Cory’s shearwater Calonectris diomedea, in mw-wMediterranean marine avifauna.
cite-note-33. mw-wmwaqamwaqeC.R.T.M Linosa, su mwaqimarineturtle.it.
cite-note-44. mwaqy(mwaqcmwaqgNL) mwaqkmwaqoLinosa Island | Birdingplaces, su mwaqsBirdingplaces.eu. mwaqwURL consultato il 9 aprile 2025.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'Isola di Linosa

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Linosa Island, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.